Dal 2026 cambiano le regole dell’Assegno di inclusione: eliminato il bonus da 500 euro introdotto nel 2025 e ridotte le mensilità effettive a 11. Le novità sono contenute nella Legge di Bilancio 2026 e avranno un impatto diretto sul sostegno economico destinato alle famiglie beneficiarie.
ASSEGNO DI INCLUSIONE STRUTTURALE, MA CAMBIA LA DURATA
Dopo due anni dall’introduzione, la misura che ha sostituito il Reddito di cittadinanza diventa strutturale. Dal 2026, i nuclei familiari che continuano a rispettare i requisiti potranno rinnovare il beneficio senza limiti temporali, presentando una nuova domanda ogni dodici mesi.
La stabilizzazione garantisce continuità formale alla misura, ma non comporta un aumento del sostegno economico annuale.
ADDIO AL BONUS DA 500 EURO DAL 2026
La novità più penalizzante riguarda l’abolizione del bonus straordinario da 500 euro introdotto nel 2025 per compensare il mese di sospensione tra un periodo di erogazione e il successivo.
La normativa conferma che l’Assegno di inclusione viene riconosciuto per un massimo di 18 mesi consecutivi. Al termine di questo periodo è necessario presentare una nuova domanda, che può partire solo dal mese successivo all’ultima mensilità percepita. Questo meccanismo determina un’interruzione automatica di un mese. Dal 2026, però, quel vuoto non sarà più coperto da alcun contributo.
UNDICI MENSILITÀ ALL’ANNO DOPO IL PRIMO CICLO
L’effetto concreto della riforma è che, nei periodi successivi al primo, i beneficiari riceveranno solo 11 mensilità all’anno. La sospensione tra un rinnovo e l’altro resta invariata, ma senza più alcuna compensazione economica. Anche se il rinnovo potrà essere richiesto ogni dodici mesi per un massimo di dodici mensilità, la perdita di una rata annua diventerà strutturale.
IMPATTO SULLE FAMIGLIE PIÙ FRAGILI
La riduzione di una mensilità ogni anno rischia di incidere in modo significativo sui nuclei in condizioni di maggiore precarietà economica. La stabilizzazione dell’Assegno di inclusione, quindi, si accompagna a una diminuzione del sostegno reale, destinata a ripetersi nel tempo e a pesare sui bilanci delle famiglie più vulnerabili.
