Il cosiddetto “bonus casa da 98.000 euro” è in realtà un’espressione imprecisa. Non si tratta di un assegno erogato dallo Stato, né di un bonifico immediato. Il riferimento corretto è al bonus ristrutturazione, che consente di ottenere una detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare.
Il beneficio massimo è quindi pari a 48.000 euro, da recuperare in dieci rate annuali di pari importo. In concreto, si può detrarre fino a 4.800 euro all’anno per dieci anni, a condizione di avere sufficiente capienza fiscale.
COME FUNZIONA LA DETRAZIONE
Il meccanismo è quello della detrazione d’imposta: l’importo spettante viene sottratto dall’IRPEF dovuta in dichiarazione dei redditi.
Ad esempio, con una spesa di 80.000 euro per lavori ammessi, la detrazione sarà pari al 50%, quindi 40.000 euro complessivi, recuperabili in dieci anni con quote da 4.000 euro annui.
È fondamentale avere una capienza fiscale adeguata: se l’imposta dovuta è inferiore alla rata annuale, la parte eccedente non può essere recuperata.
QUALI LAVORI SONO AMMESSI
Rientrano nel bonus:
- interventi di manutenzione straordinaria;
- ristrutturazione edilizia;
- restauro e risanamento conservativo su immobili residenziali;
- messa in sicurezza degli edifici;
- rifacimento o adeguamento degli impianti;
- sostituzione di infissi;
- ristrutturazione di bagni e cucine con modifica degli impianti;
- installazione di sistemi di sicurezza e impianti anti-intrusione.
Sono detraibili anche le spese tecniche collegate, come progettazione, perizie professionali e oneri comunali.
CHI PUÒ OTTENERE IL BONUS
La platea dei beneficiari è ampia. Possono accedere all’agevolazione:
- proprietari e nudi proprietari;
- usufruttuari;
- inquilini;
- comodatari;
purché sostengano effettivamente la spesa e abbiano titolo sull’immobile.
Il bonus si applica alle abitazioni residenziali, sia principali sia non principali.
REGOLE DA RISPETTARE
Per non perdere l’agevolazione è necessario rispettare precisi adempimenti formali:
- pagamenti tramite bonifico parlante per ristrutturazioni, con causale specifica;
- indicazione del codice fiscale del beneficiario e della partita IVA o codice fiscale dell’impresa;
- conservazione di fatture e ricevute;
- indicazione della spesa nella dichiarazione dei redditi.
A differenza degli anni passati, cessione del credito e sconto in fattura non rappresentano più strumenti generalizzati. Il recupero dell’importo avviene prevalentemente tramite detrazione diretta in dichiarazione.
Il bonus ristrutturazione resta quindi una leva fiscale significativa: con una spesa massima di 96.000 euro, è possibile recuperare fino a 48.000 euro nel tempo, riducendo in modo consistente il costo effettivo dei lavori, a patto di pianificare correttamente l’intervento e rispettare tutte le procedure previste.
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