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Nuovo shock energetico in arrivo: la BCE rischia di ripetere l’errore del 2008

Nuovo shock energetico in arrivo: la BCE rischia di ripetere l’errore del 2008

Le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente riaprono uno scenario che l’economia globale conosce bene: un possibile shock energetico. Se le esportazioni di petrolio e gas dal Golfo Persico dovessero subire interruzioni o forti riduzioni, i prezzi dell’energia potrebbero salire rapidamente, riaccendendo l’inflazione nelle principali economie avanzate.

In un contesto del genere, la reazione delle banche centrali – e in particolare della Banca centrale europea (BCE) – diventa decisiva. Il rischio, secondo molti economisti, è quello di interpretare l’aumento dei prezzi come un fenomeno di domanda e reagire con una nuova stretta monetaria. Ma uno shock energetico appartiene a un’altra categoria: è uno shock dal lato dell’offerta, e trattarlo con gli strumenti tradizionali della politica monetaria può produrre effetti controproducenti.

UNO SHOCK DI OFFERTA, NON DI DOMANDA

Quando il prezzo del petrolio o del gas aumenta per motivi geopolitici o per interruzioni dei flussi fisici, il problema non nasce da un eccesso di consumi o di credito nell’economia. Si tratta invece di una riduzione improvvisa dell’offerta di una materia prima fondamentale.

In queste condizioni, alzare i tassi di interesse non può aumentare la produzione di energia, né riaprire rotte marittime o oleodotti. L’unico effetto diretto di una stretta monetaria è comprimere la domanda interna: consumi, investimenti e credito rallentano, mentre l’inflazione generata dal costo dell’energia resta in gran parte fuori dal controllo della politica monetaria.

Molti economisti sottolineano da tempo che le banche centrali hanno strumenti limitati contro l’inflazione legata alle materie prime, perché il prezzo di petrolio, gas e altre commodities dipende soprattutto da fattori globali e geopolitici. Il rischio è quindi quello di trasformare uno shock energetico in una recessione auto-inflitta.

IL PRECEDENTE DEL 2008

La storia recente offre un precedente emblematico. Nel luglio del 2008, mentre il sistema finanziario globale... ... risorse e riducendo gli effetti negativi sull'economia.

LA LEZIONE DELLE CRISI ENERGETICHE

Le crisi energetiche del passato – dagli shock petroliferi degli anni Settanta fino alla crisi finanziaria globale – mostrano che gli shock di offerta richiedono risposte macroeconomiche diverse rispetto alle inflazioni da domanda.

Per le banche centrali la sfida resta quella di evitare errori di diagnosi. Se l’inflazione nasce da una scarsità di energia e non da un eccesso di credito, la risposta non può essere semplicemente una stretta sui tassi.

Il rischio, altrimenti, è che nel tentativo di combattere un aumento dei prezzi temporaneo si finisca per aggravare il rallentamento economico, trasformando uno shock energetico in una crisi più ampia.

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